LA VOCE RITROVATA - associazione culturale i suoni di seba

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RACCONTI

…LA VOCE RITROVATA…
… uno strumento dimenticato incontra Seba ...

27 Aprile 2010…  una data da ricordare


Sì quasi come non si dimentica un anniversario importante.
E' per questo che voglio raccontarvi quello che mi è accaduto oggi…anzi che ci è accaduto oggi, perché poi sarà lui stesso a parlare.
Ultimamente sento sempre più spinte dentro di me verso non so cosa…alcune voci mi parlano e mi dicono di suonare i miei gongs e i miei tam e di ascoltare i suoni che riesco a far trasmettere attraverso le vibrazioni dei miei modulatori.
A volte mi sorprendo perché i Gong, tutti lo sappiamo, fanno parte degli strumenti a percussione…ecco:  i miei no! . O meglio…non solo…
Sono proprio io che li faccio vivere…rendendoli quasi umani come se mille voci uscissero da quei metalli abilmente fusi, normalmente solo "rimbombanti".
Questo sono io …Seba, pseudonimo di Marcello Calasso "Ricercatore e Studioso di Suoni Olistici".
Sembra un gioco, ma non lo è…sembra una magica storia, ma non lo è…è però di sicuro una bellissima avventura vissuta al confine tra cielo e terra dove l'universo si piega ad illuminare la terra attraverso messaggi sonori che seguono la scia luminosa dell'energia…l'energia del creato che ci circonda.
La vita ci accade all'improvviso…ed oggi è stato uno di quei giorni.
Non avrei mai pensato di arrivare fino a Gragniano, insieme al mio amico Silvio e scoprire in quello strumento il mio Gong…un gong che mi aspettava da anni ormai dimenticato in un deposito… accatastato tra tanti strumenti che un tempo rallegravano le strade di quel colorito paese…lui aveva un ruolo importante…imponente, infatti era stato acquistato per dare il " botto" finale..per concludere le glorie degli altri suoi" amici". Ora era lì, coperto di polvere…sciupato dal tempo e dal buio umido dei sottofondi.
Raffaele mi parla in dialetto napoletano… non mi conosce,ride quasi in modo ironico di questa mia caparbia ricerca sonora, guardandomi come si guarda " un'artista incompreso e maledetto " .
Io però non gli do peso… ci sono abituato e poi francamente non me ne importa…io ascolto le mie voci ,il mio istinto…sono consapevole di quanto è difficile andare avanti nella ricerca,ma di loro mi fido perché sanno e mi indicano la via attraverso questa mia "naturale predisposizione" che prima mi era sconosciuta:
suonare il Gong ( che ormai è diventato Tam Armonico) e regalare vibrazioni sonore che arrivano ad ogni cellula del nostro corpo, rimuovono blocchi energetici,commuovono fino al pianto…emozionano …rinvigoriscono il corpo e la mente ed aprono porte chiuse quasi da sempre, annientando paure e complessi che troppo spesso ci rendono persone costrette ed infelici….Ma questa è un'altra storia.
Come dicevo…sono circa le dieci del mattino, io e Silvio accompagnati da Raffaele scendiamo le scale in silenzio…l'attesa vissuta in auto, tra le chiacchiere di due amici, adesso si fa sentire e quindi io non ho voglia di parlare…aspetto e ascolto il silenzio. Il deposito è buio, ma grande e pieno di strumenti accatastati. Una tristezza profonda mi prende lo stomaco… questo grande spazio pieno di tutto un po' mi fa ricordare la grande cantina della casa di quando ero bambino…ed il pensiero vola a mio Padre.
Lo sento vicino, lo vedo scuotere la testa…ed improvvisamente la sua mano guida il mio sguardo,  come da bambino quando faceva volare i suoi aquiloni costruiti per me…Seguo quella mano che sembra sfiorarmi…una carezza leggera ma palpabile…ed i miei occhi incontrano il Gong…quello strumento che sono venuto a vedere e a suonare facendo tanta strada…e come l'istinto segue l'aquilone…d'istinto il mio pensiero giunge a lui in un abbraccio di protezione…"adesso sei al sicuro…"
Dio mio come è ridotto…la maestosità della sua dimensione ( un metro e trenta di diametro ), è annientata dall'ossidazione…l'impressione è quella di una corteccia formata dalla polvere indurita dall'umidità e racchiusa nell'ossido che ha preso il sopravvento in tutta la superficie…." Parlami ti prego…e comincio a suonare…lo accarezzo con il modulatore togliendo la polvere con le mani…il gong è rigido , freddo e poi d'incanto… il suono…il suo suono come un gemito prima sommesso…incerto e impaurito…poi i miei movimenti…il corpo che segue le mani, una fluidità che lo avvolge nella sua stessa melodia…ed il suono diventa musica.
Raffaele cambia espressione, la sorpresa è grande racconta Silvio, perché io sinceramente non ricordo. Non ricordo mai i volti della gente che mi ascolta…sono troppo preso dalle vibrazioni sonore del Tam…mi fondo con lui e lui con me in una simbiosi che diventa armonia.
Vibrazioni armoniche pervadono il deposito…e Raffaele corre su nel suo negozio, chiama i suoi dipendenti compresi i clienti e anche i passanti…e di colpo quel luogo diventa l'Auditorium del Tam…che ormai vibra e vive…e trasmette a me e agli altri l'emozione  grande che prende l'anima e arriva dritta al centro del cuore.
I suoi suoni sembrano scandire le parole di un canto commosso rivolto al cielo…come se qualcuno lassù lo avesse ascoltato, la sua voce sembra voglia dirmi:
" Quante volte mi sono sentito solo e abbandonato, quante volte la paura mi ha tolto dignità e orgoglio…e quante volte ho pensato di essere nato sbagliato ed inutile…Grazie a te Seba dei suoni, grazie a te Marcello uomo che  sai andare oltre l'apparenza del successo e della fama. Questo deposito è stato per molti anni la mia prigione, ma a te voglio regalare il canto soave che so dare, perché tu possa trasmetterlo a tutti gli uomini di buona volontà, perché il tuo, insieme al mio diventi un messaggio di pace e di amore per tutta l'umanità. Un richiamo sonoro che arrivi al di là delle montagne, delle foreste e degli oceani…un monito dolce, ma deciso…perché questo Seba dei suoni è il tuo compito…il tuo destino si unisce al mio in questo luogo ".
Smetto di suonare… sopraffatto dall'emozione…da quel dialogo così intenso…
Ormai pochi dettagli da trattare…e il gong è mio. Raffaele esclama ancora emozionato che questo momento farà parte della " storia nella musica".
Lo carico in macchina, lo guardo, lo osservo… sono convinto che percorreremo tante strade insieme… ormai uniti in un solo destino…
Martedì 27 Aprile 2010…il destino all'improvviso…come se le premonizioni di una zingara gitana sognata una notte di qualche anno fa prendessero forma…e quel numero il 12… legato a qualcosa che ancora deve accadere…..
Questa è la mia vita …forse la mia avventura… perché non so dove questa esperienza  mi porterà, però so che questo è un disegno preparato per me…solo per me e per i miei Gong.


Un ringraziamento speciale a Raffaele Inghilterra,
a Gigi e a tutti i componenti dell'officina della musica Inghilterra.


                                                                                               Seba


 
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